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Cascatella calda negli Altopiani Orientali - Islanda

Skaftafell
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Geysir
Informazioni sull'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull per i nostri viaggiatori

Giovedì 10 giugno 2010
Da sabato 22 maggio l'Eyjafjallajokull non emette più alcun tipo di materiale vulcanico. Solo un modesto pennacchio di vapore si eleva per qualche centiaio di metri dalla sommità del vulcano.
L'eruzione iniziata a metà aprile non ha lasciato tracce sul territorio, se si esclude un'area circoscritta a ridosso del vulcano. Qualora ne valesse la pena i nostri itinerari prevedono il transito in prossimità dell'Eyjafjallajokull nel penultimo giorno di ciascun viaggio.
Notizie ufficiali in inglese
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Domenica 23 maggio ore 23.30

L'Eyjafjallajokull è entrato in uno stato di quiescenza. Dalle ore 12 di ieri non si registrano più espolosioni e dal cratere si leva solo una nube di vapore che raggiunge i 2000 metri di altituidine (il cratere è a 1666 metri). I tremori presentano un'ampiezza prossima ai livelli registrati prima dell'inizio dell'eruzione.
Nelle immagini l'Eyjafjallajokull ripreso alle 23.18 di oggi.
Iceland Review
Bollettino dell'Ufficio Meteorologico e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università d'Islanda

Sabato 22 maggio 2010  ore 20.00
Il diradamento delle nubi sull'Eyjafjallajokull ha permesso oggi di confermare visivamente quanto annunciato ieri. L'attività vulcanica è notevolmente diminuita rispetto alle settimane precedenti. La nube di vapore e cenere non supera i 4000 metri di quota. L'ampiezza dei tremori si è ulteriormente ridotta, non si osserva caduta di cenere nemmeno a ridosso del vulcano. I cieli europei sono completamente liberi da polveri vulcaniche.
L'immagine rappresenta levoluzione dei tremori legati all'attività vulcanica dell'Eyjafjallajokull dal 13 aprile ad oggi.
Notizie in inglese dai quotidiani locali:
Iceland Review
Bollettino dell'Ufficio Meteorologico e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università d'Islanda

Venerdì 21 maggio 2010 ore 23.00

E' stata una giornata importante. Tutti gli indicatori segnalano una significativa riduzione dell'attività sull'Eyjafjallajokull. I tremori si sono portati su valori prossimi alla norma, la nube di vapore e cenere si estende a quote inferiori a 3500 metri, non si osservano esplosioni in area craterica, nè emissione di lava verso la valle di Thorsmork.
Nelle immagini il confronto fra le ampiezze dei tremori nei giorni di massima attività ed oggi.
Notizie in inglese dai quotidiani locali:
Iceland Review

Giovedì 20 maggio 2010 ore 10.00
L'attività sismica e l'ampiezza dei tremori in corrispondenza dell'Eyjafjallajokull hanno raggiunto, negli ultimi giorni, il livello minimo dalla data di inizio dell'eruzione, il 21 marzo.
La nube di cenere, in queste ore, non supera i 5500 metri di quota e i cieli europei, se si escludono le Isole Svalbard, sono sgomberi da polveri di origine vulcanica. I dati strumentali dalle stazioni GPS indicano subsidenza, cioè uno "sgonfiamento" dell'edificio vulcanico dovuto alla riduzione della pressione di magma e gas. Tutto questo non significa necessariamente che l'eruzione volga al termine. Ci limitiamo ad osservare la situazione.

Lunedì 17 maggio 2010 ore 00.10

Nessun cambiamento significativo dall'ultimo aggiornamento. L'eruzione è proseguita con intensità altalenante per tutta la settimana. Gli strumenti collocati intorno al vulcano continuano ad indicare una progressiva attenuazione dell'ampiezza dei tremori e un'altrettanto continua subsidenza, cioè uno "sgonfiamento" dell'edificio vulcanico collegato con la riduzione della pressione di magma e gas. Come anticipato si osserva, invece, qualche importante cambiamento nella circolazione atmosferica. L'anticiclone delle Azzorre ha proteso un cuneo di alta pressione verso nord interrompendo il flusso di aria dall'Islanda verso l'Atlantico e, conseguentemente, verso il mediterraneo. Questo ostacola il movimento della cenere verso l'Europa continentale. Contemporaneamente si è attenuato il vento sull'Islanda meridionale. Questo ha permesso alla nube di cenere di raggiungere, a tratti, quote più elevate rispetto alla scorsa settimana. La circolazione atmosferica è in costante evoluzione e la posizione dell'anticiclone delle Azzorre è destinata a cambiare nei prossimi giorni. La configurazione tipica estiva dell'anticiclone è ancora lontana, quindi non si può escludere del tutto che la cenere torni a farsi strada verso l'Europa.
Dall'inizio dell'eruzione, se si esclude la caduta di cenere in una zona ristretta della costa meridionale, non si registrano effetti di alcun tipo sulla vita quotidiana, né sulla fruibilità del territorio.
Notizie ufficiali in inglese:
Bollettino dell'Ufficio Meteorologico e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università d'Islanda

11 maggio 2010 ore 12.00
10 maggio ore 23.00Poche novità dall'ultimo aggiornamento. Le stazioni GPS indicano sempre subsidenza, cioè un abbassamento della superficie topografica dell'edificio vulcanico provocato dalla riduzione della pressione di gas e magma. Ieri si è verificata una serie di piccoli terremoti profondi (non percepibili dalla popolazione) a testimonianza della vitalità del vulcano. La nube di cenere si eleva fino alla quota di circa 5 km, la metà di quella raggiunta ad aprile. L'Ufficio Meteorologico islandese stima che l'eruzione abbia ora un'energia pari ad un decimo di quella di aprile. Nonostante questo le ceneri, specialmente quelle prodotte fra il 4 e il 6 maggio, continuano a scendere lungo l'Atlantico, e a risalire a piccole dosi verso l'Europa continentale a causa della temporanea assenza dai cieli europei
dell'anticiclone delle Azzorre. In questa situazione i venti da nord che trasportano la cenere hanno campo libero. Un primo cambiamento nella circolazione atmosferica è previsto per i primi giorni della prossima settimana. Quando l'anticiclone delle Azzorre avrà riconquistato la sua struttura tipica estiva le ceneri non dovrebbero più creare disagi significativi al traffico aereo sull'Europa centrale e occidentale.
In attesa di poter finalmente rivolgere i nostri pensieri ai viaggi estivi, ormai prossimi, ci distraiamo ripassando il percorso che ci porterà, se vorremo, a vedere da vicino l'Eyjafjallajokull nell'ultimo giorno di ciascun viaggio. Noi siamo pronti, le macchine anche. Se voleste venire con noi abbiamo ancora posti nelle partenze del 10 luglio e del 17 luglio. Nell'immagine l'Eyjafjallajokull ripreso da una webcam poco dopo le 23.00 del 10 maggio, ora islandese.
Notizie ufficiali in inglese:
Bollettino dell'Ufficio Meteorologico e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università d'Islanda

9 maggio 2010 ore 20.00
Padre e figlio giocano con la webcamLa nube di cenere del vulcano Eyjafjallajokull raggiunge oggi la quota di circa 5 km, ben inferiore a quella raggiunta nei giorni scorsi e circa la metà di quella raggiunta a metà aprile. La novità odierna più significativa proviene dai dati trasmessi dalle stazioni automatiche GPS che segnalano subsidenza. Con subsidenza si intende un abbassamento della superficie topografica, una sorta di "sgonfiamento" dell'edificio vulcanico che viene attribuito ad una riduzione della pressione del magma e dei gas. I gas sono responsabili delle esplosioni che producono la cenere. Gli strumenti segnalano inoltre bassa ampiezza dei tremori e scarsa attività sismica in corrispondenza del vulcano. Sebbene tutto questo non indichi necessariamente che l'eruzione volga al termine, possiamo attenderci effetti positivi sul traffico aereo nel prossimo futuro. Una "coda" delle ceneri prodotte il 4 e il 5 maggio potrebbe creare qualche disagio alla circolazione aerea nei primi giorni della settimana.
Al pari di un'eruzione dell'Etna quella in corso in Islanda non ha alcun impatto sul territorio e sulla vita quotidiana, se si esclude la caduta di cenere impalpabile lungo un breve tratto della costa meridionale.
Aggiungiamo che le irruzioni di aria "islandese" di queste settimane sono provocate da una circolazione atmosferica ben diversa da quella tipica estiva. Quando l'anticiclone delle Azzorre avrà ritrovato la sua configurazione caratteristica arriverà finalmente l'estate meteorologica e per le ceneri del vulcano sarà molto più difficile raggiungere l'Europa meridionale.
Notizie ufficiali in Inglese:
Bollettino dell'Ufficio Meteorologico e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università d'Islanda

8 maggio 2010
Nelle giornate del 5 e 6 maggio l'attività esposiva del vulcano Eyjafjallajokull ha mostrato un certo incremento. Per questo la nube di cenere ha raggiunto una quota più elevata che nei giorni precedenti e l'area interessata dalla caduta delle particelle di cenere si è estesa, complici venti meridionali. Ricordiamo che la nube si dispone ad un'altitudine ben inferiore alla quota di volo degli aerei, ma può comunque interferire con il volo se si estende sulla verticale dell'aeroporto di decollo o di atterraggio. La nube non ostacola i voli in transito che, come detto, si muovono a quote superiori.
Dal punto di vista geologico si osserva un'attenuazione dei tremori a partire dal 3 maggio (qui il grafico) e anche una riduzione dell'attività sismica in corrispondenza del vulcano. Se si esclude la caduta di cenere in un'area circoscritta della costa meridionale l'eruzione non ha alcun impatto sulla vita e sul paesaggio islandese.
Visti i toni catastrofistici dei media italiani, suggeriamo di verificare la reale situazione in Islanda attraverso le pagine in inglese dei quotidiani locali:
Una nostra immagine del 4 maggio
Bollettino dell'Ufficio Meteorologico e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università d'Islanda

4 maggio 2010
L'eruzione dell'Eyjafjallajokull prosegue con intensità altalenante. La nube di vapore e cenere prodotta dall'interazione fra magma e acqua raggiunge i 5500 m di altitudine, la metà della quota raggiunta a metà aprile. Le analisi di questi giorni hanno evidenziato che la cenere è composta da particelle più grosse di quelle prodotte nelle fasi iniziali dell'eruzione. Questo è dovuto alla riduzione dell'energia liberata durante le esplosioni. Questa cenere si dispone ad un'altitudine ben inferiore alla quota di volo degli aerei ed è destinata a ricadere velocemente al suolo. Venti intensi possono però estendere temporaneamente l'area di caduta delle particelle più fini. Per questo, stamani, gli aeroporti irlandesi restano chiusi. Nessuna limitazione al traffico aereo in altre parti d'Europa o alle rotte che transitano sui cieli britannici. Al momento l'attività del vulcano non comporta alcun impatto sulla fruibilità turistica.
Trattandosi di un'occasione rara per ammirare questo tipo di fenomeni stiamo predisponendo un itinerario alternativo a quello previsto per l'ultimo giorno di ciascun viaggio. I viaggiatori che lo desiderassero potranno deviare dal percorso previsto con uno degli accompagnatori e parte dei veicoli per osservare l'eruzione
da Fljotslid o Thorsmork, compatibilmente con l'evoluzione dell'attività vulcanica
e con le condizioni meteorologiche del momento. Chi preferisse rientrare subito a Reykjavik, come da programma, proseguirà lungo il percorso originario con l'altro accompagnatore.

28 aprile 2010
Il vulcano Eyjafjallajokull continua la sua eruzione con un'energia che è circa 1/10 di quella dei primi giorni. Gli aeroporti islandesi operano regolarmente salvo brevi interruzioni. Al momento l'attività vulcanica non provoca alcuna conseguenza sulla circolazione stradale, sulle attività produttive e sulla fruibilità del territorio.

23 aprile 2010
Negli ultimi giorni l'intenstà delle esplosioni nel cratere del vulcano Eyjafjallajokull si è notevolmente ridotta. La nube di vapore e cenere vulcanica non raggiunge più altitudini tali da interferire con il traffico aereo, se non per episodi locali e di breve durata.

19 aprile 2010
Nella notte fra il 20 e il 21 marzo è iniziata l'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull (pronuncia Eiafiatlaiòkutl) nel sud dell'Islanda. Fino al 14 aprile i crateri attivi si sono mantenuti in località Fimmvorduhals, un passo fra i ghiacciai Eyjafjalljokull (vulcano e ghiacciaio hanno lo stesso nome) e Myrdalsjokull. Il 14 aprile si è aperta una frattura sulla sommità del vulcano, in un'area coperta da un vasto ghiacciaio. Il contatto fra ghiaccio e magma è responsabile dello sviluppo della nube di vapore che sovrasta il vulcano e delle esplosioni che hanno prodotto la cenere che sta disturbando il traffico aereo.
L'acqua prodotta dalla fusione del ghiaccio si riversa nel fiume Markarfljot che a sua volta attraversa un'area pianeggiante prima di gettarsi nell'oceano. In questa vasta pianura, generata nei millenni dalle periodiche alluvioni del Markarfljot, si concentrano gli effetti più evidenti dell'eruzione e i disagi alla popolazione. Al di fuori di questa area gli unici effetti sulla popolazione sono rappresentati dalla caduta di cenere vulcanica finissima trasportata dal vento.
Nessuno degli itinerari previsti per l'estate 2010 attraversa la regione coinvolta dagli effetti maggiori dell'eruzione, a meno che non si decida, qualora le condizioni lo permettano e in accordo con i viaggiatori, di modificare l'itinerario per poter ammirare il fenomeno.
La cenere prodotta dall'eruzione ha origine dal contatto fra il magma e il ghiaccio che ricopre la cima del vulcano. Nessuno può sapere cosa accadrà, ma il tempo dovrebbe giocare a nostro vantaggio. Con la fusione del ghiaccio in area craterica dovrebbe attenuarsi anche l'attuale carattere esplosivo e, conseguentemente, anche la quantità di cenere prodotta. Siccome nessuno può sapere quali altre sorprese ci riservarà il vulcano, non resta che seguire gli eventi e, per il momento, ammirare questa meraviglia della natura. Attualmente non c'è ragione di prevedere cambiamenti nei programmi estivi.
La serata di presentazione dei viaggi, in programma il 22 aprile a Milano, sarà l'occasione per fare il punto della situazione anche sull'eruzione dell'Eyjafjalljokull con immagini e filmati.

Le informazioni contenute in questa pagina sono curate da Paolo Cortini

Informazioni per immagini

Dov'è l'Eyjafjallajokull?
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Percorso viaggio 24 luglio - 5 agosto
Percorso viaggio 7 - 19 agosto
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