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Viaggio
in Islanda
- Sensazioni ed
esperienze di un viaggiatore - 1
E' passato ormai più di un mese da quando questa straordinaria avventura islandese è terminata. Come spesso accade quando si ha la fortuna di vivere esperienze così distanti dalla nostra ordinaria vita quotidiana in alcuni momenti quasi stento a credere di esserci stato davvero. Più che attraverso immagini definite e dettagliate l'Islanda riaffiora nella memoria attraverso sensazioni momentanee che passano davanti agli occhi come se fossero fotogrammi di un sogno lontano. Come quei sogni che svaniscono poco dopo aver aperto gli occhi, ma che sai di aver fatto perché te ne accorgi dal tuo umore, da un malessere o da una euforia latente che magari ti accompagnano per ore e che puoi spiegare solo attraverso la consapevolezza di aver rivissuto il contatto una persona cara o il ricordo di un episodio importante. Credo non vivrei in Islanda. Lì l'uomo vive intensamente la sensazione della sua reale condizione: essere una presenza impotente ed indifesa, uno spettatore effimero in un mondo gestito da una natura per nostra fortuna benigna, che ci tollera e anzi ci permette di credere di poterla dominare, governare, conoscere. Noi italiani siamo abituati a vivere in un territorio che sembra fatto apposta per gli esseri umani. Un clima che ci coccola e si prende cura del nostro umore, un paesaggio che sembra fatto per deliziare il nostro sguardo: l'orizzonte non è mai troppo distante, c'è sempre una montagna ben riconoscibile, un borgo, un lago o un fiume, oppure una strada, un ponte, insomma qualcosa che ti dice dove sei e in che direzione stai andando. In Islanda no. In Islanda, specialmente all'interno, la natura fa quello che vuole, gioca per conto suo, è lei che decide dove puoi andare e cosa puoi vedere. Al di là di questi confini sei fuori luogo, alla pari di un naufrago alla deriva in un mare di basalto, acqua, vento e ghiaccio. Questo è l'insegnamento che ho tratto da questo viaggio in Islanda, questa è la consapevolezza che ho avuto il piacere di acquisire in dieci giorni di spostamenti a piedi e in fuoristrada attraverso il deserto islandese, intorno al Vatnajokull e lungo la costa orientale dell'Isola, dormendo negli ostelli, ma anche in rifugi frequentati da pastori. continua... In partenza: Viaggi in Islanda 2010 |
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