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Viaggio
in Islanda - Sensazioni ed
esperienze di un viaggiatore - 2
...Atterriamo
in perfetto orario all'aeroporto di Keflavik. Qui ci attendono i nostri
amici islandesi Matthildur e Hàkon con i due mezzi che sarebbero presto
diventati la nostra casa viaggiante: un distinto Land Rover Defender
Bianco eun rabbioso furgone Ford da dodici posti attrezzato per affrontare i terreni e le situazioni più difficili: un vero rompighiaccio terrestre equipaggiato con un capiente rimorchio per stivare bagagli, cibo e attrezzature. Hàkon ci accoglie con il suo sguardo di ghiaccio, impartendo ordini perentori in un perfetto inglese dal timbro militare. Gli italiani, evidentemente disorientati, si guardano negli occhi scambiandosi sensazioni non verbali trasmesse al solo movimento delle sopracciglia. Saliamo sui mezzi, storditi da un'ondata di sensazioni nuove che attendono di essere ordinate: un gruppo di persone da conoscere, una ventata di aria fredda e umida che invade i polmoni facendo vacillare l'orologio biologico tarato sui parametri delle spiagge italiane, pioggia fitta, vento; un paesaggio che non ha nessuna voglia di mostrarsi, difeso da una nebbia complice, ma che avvertiamo essere ben diverso dalle immagini che normalmente accompagnano i nostri consueti pensieri vacanzieri. Il "colonnello" Hàkon comunica alla truppa che la prima "prova" consiste in un bel bagno all'aperto nelle acque di Laguna Blu. Panico. L'idea di andare direttamente dall'aeroporto e in quelle condizioni meteo-umorali a fare un bagno in piscina scatena nel gruppo meccanismi di difesa ancestrali. Quando è in gioco la sopravvivenza l'istinto e l'adrenalina attivano reazioni inattese. La prima: la complicità. In un attimo è come se tutti si conoscessero da sempre. I più spavaldi raccontano episodi epici delle loro vacanze in montagna, come quella volta, in mezzo alla tormenta...come dire, mai darsi per vinti finché c'è anche solo un barlume di speranza. E poi...va bene l'islandese misterioso, ma ci sono due guide italiane, diamine! Sapranno bene quello che fanno! A ripensare oggi a quelle prime ore in terra islandese viene da sorridere: Hàkon sarebbe presto diventato un compagno di viaggio straordinario, ci avrebbe di lì a poco sorpresi con i suoi racconti sulle tradizioni della sua gente, sulla mitologia, si sarebbe rivelato cordiale e spiritoso, un vero punto di riferimento, ma avremo modo di parlare di lui più avanti. Matthildur, in quelle ore forse un po' distaccata, ci avrebbe messo pienamente a nostro agio, accompagnandoci con la sua dolcezza e il suo equilibrio, davvero una presenza piacevole, ma anche di lei sentiremo presto parlare. Continua... ![]() In partenza: Viaggi in Islanda 2011 |


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