Aurora boreale in Islanda
Capire, cercare e vivere l’aurora: vent’anni di esperienza in Islanda
Abbiamo visto l’aurora boreale in Islanda sorgere sopra i ghiacciai, dissolversi tra le nuvole, esplodere improvvisa in un cielo senza speranza, riflettersi sulle acque di un lago che avevamo in mente dall’estate precedente.
In questi anni abbiamo capito che si può cercare l’aurora in mille modi diversi, in inverno, ma anche in estate.
C’è chi è felice di vederla spuntare tra due palazzi, in un fazzoletto di cielo incastrato tra i lampioni. C’è chi vuole fotografarla con il telefono – e va benissimo – e chi invece immagina un’esperienza più intima, quasi contemplativa, in un luogo dove per decine di chilometri non esiste altra presenza umana.
C’è chi aspetta che “capiti”, e chi invece scopre che, con un po’ di pazienza e le conoscenze giuste, si può davvero andare a stanare l’aurora dove non avresti mai immaginato.
Questa pagina nasce da questa esperienza: non è una “guida definitiva”, non è un elenco dei soliti tecnicismi e non è una raccolta di “5 consigli [sotto tortura] per vedere l’aurora”. È semplicemente la guida che avremmo voluto leggere noi quando abbiamo iniziato questo mestiere, navigando tra informazioni confuse e falsi miti duri a morire (quello della Luna è in testa alla classifica, ma non è il solo). All’epoca – oggi sembra incredibile – l’aurora non si poteva nemmeno fotografare: la macchina fotografica non ce la faceva.
Quindi iniziamo: cos’è davvero l’aurora boreale, quando si vede, dove si vede meglio e come si fa a cercarla come si deve – usando la testa, l’esperienza e un po’ di spirito d’avventura.
Cos’è davvero l’aurora boreale?
L’aurora boreale è il risultato di un lungo viaggio che inizia sul Sole e si conclude ad un centinaio di chilometri sopra le nostre teste.
Tutto inizia con il vento solare, un flusso di particelle cariche che il Sole emette continuamente e che, in seguito a “tempeste magnetiche” nei livelli più esterni della nostra stella, può diventare più denso e veloce.
Queste particelle percorrono circa 150 milioni di chilometri in un tempo compreso tra uno e tre giorni e, quando raggiungono la Terra, incontrano il campo magnetico terrestre, che le guida verso le regioni polari.
Contrariamente a quanto si dice spesso, l’aurora non “sta ai poli”, ma si dispone lungo un’ampia fascia ad anello attorno ai poli magnetici, il cosiddetto ovale aurorale. Questa fascia si trova a latitudini intermedie, non direttamente sui poli, ed è proprio per questo che Paesi come l’Islanda si trovano in una posizione privilegiata: di solito l’ovale aurorale passa esattamente sopra l’isola, rendendo possibile l’osservazione dell’aurora anche con attività geomagnetica moderata.
Quando le particelle del vento solare, accelerate e canalizzate dal campo magnetico terrestre, penetrano negli strati alti dell’atmosfera (tipicamente tra i 100 e i 400 km di quota), urtano atomi e molecole dei gas che la compongono. In questi urti trasferiscono parte della loro energia alle particelle dell’atmosfera, che la restituiscono sotto forma di luce.
In sintesi, l’aurora boreale è una manifestazione visibile dell’interazione tra vento solare, campo magnetico terrestre e atmosfera.
Per chi la cerca in Islanda, significa trovarsi nel posto giusto lungo l’ovale aurorale, nel momento in cui la macchina energetica Sole-Terra è particolarmente attiva e il cielo è abbastanza buio e limpido da lasciarla apparire.
Quando si vede l’aurora in Islanda: stagione, buio e aspettative
In Islanda l’aurora non segue le stagioni del calendario, ma quelle della luce.
È un fenomeno notturno, e come tale ha un’unica vera necessità imprescindibile: il buio.
Non la neve, non le temperature “polari”: solo buio. Per questo l’aurora è visibile da metà agosto ai primi giorni di aprile. Punto. Tutto il resto – meteo, Luna, intensità del vento solare – viene dopo.
Da metà agosto in poi le notti tornano abbastanza scure da permettere alle prime aurore di farsi vedere, spesso anche prima che il cielo sia completamente nero. Sono aurore “estive”, accoglienti, che hanno il pregio di comparire quando si è ancora in abiti leggeri e magari mentre siamo a mollo in una sorgente calda negli Altopiani.
In inverno il buio è più generoso, anche troppo: a dicembre e gennaio il Sole resta così basso che molte ore di luce, semplicemente, non esistono. E qui arriva il fraintendimento più diffuso tra i viaggiatori: avere più buio non significa avere più aurora.
L’aurora non cambia orario per farci piacere: tende a manifestarsi tra le 21 e le 3. Avere buio alle 16 non serve a niente, se non a impedire di godersi l’Islanda di giorno. Per questo motivo scegliamo febbraio e marzo: notti perfette per l’aurora, giornate lunghe per esplorare l’isola e un meteo solitamente meno ostile rispetto a ottobre, novembre e dicembre.
E poi c’è una gioia che solo l’Islanda regala: l’aurora in condizioni “non invernali”. Capita per poche settimane all’anno, da metà agosto ai primi di settembre, ma lascia il segno: un’aurora nel nulla cosmico degli Altopiani, solo noi e un ambiente che sembra esistere, in quel momento, solo per noi.
Riassumendo Agosto – inizio settembre: aurora “in maniche corte”, notti brevi quanto basta, aurora dagli Altopiani.
Settembre – ottobre: buone probabilità, meteo più volubile.
Novembre – gennaio: tanto, troppo buio.
Febbraio – marzo: il periodo migliore se si cerca qualità, equilibrio tra luce e oscurità e scenari perfetti.
E se vuoi un consiglio sincero: non farti ingannare dal mito che “più inverno = più aurora”.
L’aurora non ama l’inverno: ama il buio e odia le nuvole.
| Periodo | Probabilità aurora | Meteo | Esperienza generale | Perché sceglierlo |
|---|---|---|---|---|
| Metà agosto – inizio settembre | Buona | Generalmente bono | Atmosfera estiva, altopiani accessibili | Aurore “estive”, scenari unici |
| Settembre – ottobre | Molto buona | Instabile | Buio adeguato, clima più fresco | Buon compromesso, ma meteo a rischio |
| Novembre – gennaio | Buona | Spesso difficile | Giornate troppo brevi per godersi l’isola | Meglio scegliere un altro periodo |
| Febbraio – marzo | Ottima | Generalmente favorevole | Giornate luminose + notti perfette | Il periodo migliore in assoluto |
| Primi giorni di aprile | Moderata | Buona | Luce in aumento ogni giorno | Ultima possibilità prima dell'estate |
Dove vedere l’aurora boreale in Islanda
L’aurora è fantastica ovunque sia buio, ma non tutti i luoghi sono uguali.
Basta poco per trasformare una notte promettente in un’esperienza mediocre: una strada troppo trafficata, una spiaggia battuta dal vento, una nebbia improvvisa che scivola giù da un ghiacciaio.
E allora, qualche spunto pratico, quelli che usiamo noi.
Per iniziare: allontanarsi dalle luci artificiali.
Reykjavík, Akureyri e persino i piccoli villaggi costieri creano cupole luminose che “sporcano” il cielo e ingannano gli occhi. Le cascate famose, la laguna di Jökulsárlón vicino al parcheggio e i punti iconici lungo la Ring Road soffrono dello stesso problema: auto in arrivo, abbaglianti, gruppi, rumore, una luce residua continua.
Se non conosci strade secondarie o piste laterali, finisci per guardare l’aurora come se fossi alla sagra.
C’è poi la questione del vento nelle aree costiere: se arriva dal mare, solleva aerosol salino che finisce negli occhi, sugli occhiali e sulle lenti della fotocamera. In pochi minuti rovina una notte perfetta e una fotocamera costosa.
E ancora: più ti avvicini ai ghiacciai, più aumenta il rischio di nebbie locali che si formano con il progredire della notte. Devi osservare il vento e accettare che, probabilmente, ad un certo punto dovrai spostarti, per quanto magico sia il posto che hai scelto.
Il paradosso è che i posti migliori non hanno un nome. Non sono nelle guide, non sono nelle mappe, non stanno sui social. Li trovi consultando una buona carta, esplorando con Google Earth o, meglio ancora, seguendo l’esperienza.
Sono quelle radure anonime oltre il villaggio, quel tratto di pista che si allarga verso nord, quella valle che, di notte, lascia tutti senza fiato, quello stagno nella tundra che hai in mente dall’estate scorsa: “Il prossimo inverno li porto qui”.
Questi sono i luoghi che regalano una notte d’aurora davvero tua, senza fari, senza folla, senza rumore. Solo tu e il cielo.
Nota ironica ma sincera: non rivelare i posti migliori non è snobismo. È l’unico modo per proteggerli e, allo stesso tempo, per permettere anche a te che stai leggendo questa pagina di vivere la stessa autenticità che cerchiamo (e offriamo) da oltre vent’anni.
Chi ha la fortuna di potersi dedicare alla contemplazione e alla fotografia dell’aurora boreale sa che la scelta di dove collocarsi è cruciale per l’originalità dello scatto e per buona parte della sua forza evocativa. Se ti fa piacere puoi leggere il nostro approfondimento sulla scelta del punto di osservazione dell’aurora boreale.
Falsi miti sull’aurora boreale
L’aurora boreale è uno dei fenomeni più studiati dell’atmosfera… e allo stesso tempo uno dei più fraintesi. In oltre vent’anni passati a inseguirla, abbiamo sentito praticamente di tutto.
Alcuni miti fanno sorridere, altri rischiano di rovinare una notte che sarebbe stata perfetta. Ecco i più diffusi.
«Non fa abbastanza freddo»
L’aurora non ha alcun legame con la temperatura: serve solo buio e cielo sereno.
Abbiamo visto aurore splendide a 12°C in agosto e notti nere come la pece a -8°C in febbraio. L’equivoco nasce dal fatto che, in molte regioni, le notti serene tendono a essere anche le più fredde. Ma chi mastica un po’ di meteorologia conosce bene le eccezioni, come l’effetto “Stau e Föhn” e altre dinamiche che ogni cacciatore di aurore dovrebbe saper riconoscere.
«Con la Luna piena l’aurora non si vede»
Falso. La Luna può attenuare un’aurora debole, ma non cancella un’aurora forte.
In Islanda, poi, la Luna è in media 20° più bassa sull’orizzonte rispetto all’Italia: ciò significa che spesso non sorge affatto, anche nei giorni di plenilunio. È uno dei miti più tenaci, purtroppo.
«In inverno è più facile»
Solo perché c’è più buio? L’aurora non anticipa il suo orario per farci un favore: tende a manifestarsi quasi sempre tra le 21 e le 3.
Avere buio alle 16 non serve a niente, se non a impedirti di vedere l’Islanda di giorno e a concentrare tutti i visitatori negli stessi luoghi alla stessa ora.
«Stasera è previsto Kp7, ci sarà un’aurora fantastica»
Probabilmente no.
L’indice Kp non misura l’intensità luminosa dell’aurora: indica solo quanto l’ovale aurorale si espanderà verso sud. Con Kp 7, dall’Islanda, l’aurora sarà bassissima e verso sud, spesso deludente.
Le aurore più belle, in Islanda, arrivano con Kp tra 2 e 4. È una di quelle verità che è meglio tenere per sé: quando dirai che esci a caccia con Kp=2 qualcuno ti guarderà con tenerezza. Te la godrai mentre gli altri dormono. E pazienza.
«È solo verde»
Prevalentemente sì.
Ma possono comparire il rosa, il viola, il rosso, il bianco, archi e strutture che la fotocamera registra ancor prima che l’occhio umano le percepisca.
E questi sono solo i falsi miti più comuni. Gli altri li raccontiamo la sera, in attesa che il cielo si apra. Perché l’aurora si osserva con gli occhi, ma si capisce solo con un po’ di esperienza (e tanta ironia).
Vedere l’aurora in Islanda con 90° EST
Vedere l’aurora boreale non è questione di fortuna: è metodo.
Una “caccia” efficace combina tre elementi: space weather, meteorologia locale ed esperienza sul campo.
È questo l’approccio che adottiamo in ogni nostro viaggio, ed è questo che trasforma una notte qualunque in un’esplorazione vissuta.
Ogni pomeriggio analizziamo i dati solari aggiornati (vento solare, Bz, densità, CME in arrivo), i modelli meteo ad alta risoluzione, direzione e intensità del vento, l’umidità, il rischio di nubi orografiche, la geografia locale e la distribuzione di luci artificiali e traffico automobilistico. Poi decidiamo dove andare, a che ora e, dettaglio spesso sottovalutato, da quale direzione guardare il cielo, perché l’aurora non appare ovunque allo stesso modo. Se la vuoi vedere riflessa sull’acqua devi “mettere” l’acqua tra te e l’aurora, altrimenti avrai l’aurora alle spalle. Nove volte su dieci lo puoi pianificare.
E quando serve, ci spostiamo. Spesso anche per decine di chilometri, nel cuore della notte, seguendo varchi che si aprono tra le nubi o finestre di sereno che durano appena un’ora. Alcune delle nostre aurore più belle sono nate così: inseguendo una possibilità. Come quella volta in cui abbiamo attraversato la nebbia compatta di Borgarfjörður Eystri e ci siamo ritrovati sopra le nuvole, con un’aurora tesa da un orizzonte all’altro.
O la “bolla di sereno” ai piedi dell’Öræfajökull (Stau e Föhn, ricordi?), quando un gruppo ormai rassegnato ha ritrovato il sorriso sotto un cielo perfettamente limpido in mezzo alla tempesta.
O quel famigerato “Aurora a sinistra!”, urlato via radio mentre risalivamo la cosa est con il gruppo che esplode in un misto di incredulità e sollievo che ti rimette al mondo.
O, ancora. l’aurora estiva nella Riserva di Fjallabak, che ha cullato il sonno del gruppo per tutta la notte.
Osservare, interpretare, decidere, muoversi. Non promettiamo l’aurora – nessuno può. Promettiamo di usare ogni competenza e la nostra esperienza per essere nel posto giusto, al momento giusto. E, soprattutto, promettiamo di farlo con cura, sicurezza e rispetto per i luoghi: quelli noti, quelli nascosti e quelli che non riveliamo mai a nessuno.
Perché vedere l’aurora è una cosa. Viverla davvero è un’altra, ed è questo che ci emoziona.
Tutto prende un’altra forma: il viaggio, il gruppo, il tempo, il silenzio, e quel senso di appartenenza a un luogo che non ti appartiene affatto ma che, quella notte, sembra essersi preparato proprio per te.
Questo approfondimento sull’Aurora boreale fa parte della nostra guida completa al viaggio in Islanda.
FAQ sull’aurora boreale in Islanda: dubbi che prima o poi dovrai affrontare
Sì. Nonostante la latitudine, l’Islanda ha un clima sorprendentemente mite grazie alla circolazione delle acque nell’Oceano Atlantico.
Le coste islandesi hanno inverni meno rigidi rispetto al nord della Norvegia e soprattutto rispetto alla Lapponia finlandese, dove le temperature possono scendere molto sotto i –20 °C.
In Islanda il problema raramente è il freddo estremo, quanto piuttosto il vento e i cambiamenti rapidi del meteo. Proprio questa dinamicità, però, permette spesso di “giocare a inseguire” le finestre di cielo sereno spostandosi in auto o scegliendo con attenzione il luogo in cui posizionarsi.
Per fotografare l’aurora boreale servono una fotocamera con controlli manuali, un obiettivo luminoso e un treppiede stabile.
Le impostazioni ideali prevedono messa a fuoco manuale, scatti in RAW, tempi tra 2 e 8 secondi, ISO medi-alti e diaframma completamente aperto, o quasi. Con queste basi si possono ottenere immagini nitide e luminose.
Ti consigliamo di leggere la nostra guida completa su come fotografare l’aurora boreale, ma se vuoi giusto qualche consiglio al volo…
Attrezzatura consigliata
- Reflex o mirrorless con possibilità di impostazioni manuali.
- Obiettivo luminoso (idealmente con apertura f/2.8 o più ampia) per catturare più luce e dettagli.
- Treppiede stabile, indispensabile per evitare vibrazioni durante le esposizioni.
- Telecomando o autoscatto per evitare il micro-mosso al tocco dello scatto.
- Batterie di riserva (il freddo le scarica rapidamente)
Impostazioni di scatto consigliate
- Messa a fuoco manuale: inquadra una stella e, servendoti del display, regola manualmente la messa a fuoco; non usare l’autofocus e non ti fidare dell’indicatore di infinito sull’obiettivo.
- Scatta in RAW: per poter correggere colori e bilanciamento in post-produzione senza perdita di qualità e per ridurre l’intervento del software della fotocamera nel salvataggio dell’immagine.
- Tempi di posa: tra 2 e 8 secondi — sufficienti per catturare la luminosità dell’aurora senza che le stelle diventino strisce.
- ISO: medio-alto (spesso tra 800 e 3200, a seconda della luminosità dell’aurora e della lente), cercando di bilanciare rumore e dettaglio.
- Diaframma: il più aperto possibile (es. f/2.8) per massimizzare l’ingresso di luce notturna.
Consigli pratici in campo
- Verifica il meteo e l’attività geomagnetica: un cielo limpido è indispensabile, come anche un’attività geomagnetica sufficiente.
- Cerca zone buie, lontano da inquinamento luminoso — montagne, coste, aree rurali.
- Arriva con anticipo: sistema l’attrezzatura, testa la composizione, fai qualche scatto di prova per regolare messa a fuoco e impostazioni della fotocamera.
- Presta attenzione al vento e al freddo: copriti bene, proteggi la reflex/mirrorless dall’umidità e mantieni le batterie di scorta al caldo.
- Se possibile, includi elementi di paesaggio (alberi, rocce, acqua, montagne o elementi umani) per dare profondità e contesto alla foto.
Sì. La Luna può rendere l’aurora boreale meno contrastata se è molto luminosa e alta nel cielo, ma non ne impedisce l’osservazione.
Una Luna luminosa influisce soprattutto sulla visibilità delle aurore deboli, ma quando l’aurora è intensa, la luce lunare può rendere il paesaggio più suggestivo e migliorare sia la percezione a occhio nudo, sia la resa fotografica.
L’Islanda si trova ad una latitudine elevata e spesso la Luna si trova sotto l’orizzonte o è bassissima anche quando è piena. Non ha quindi senso scegliere il periodo basandosi sulla fase lunare. Conviene piuttosto verificare la reale altezza della Luna sull’orizzonte.
- Quando la Luna è piena e alta sull’orizzonte, la sua luce risulta forte e chiara, e può attenuare i colori più deboli dell’aurora, diminuendo il contrasto tra cielo e aurora. Se l’aurora è debole, potresti non percepirla come con il cielo completamente scuro.
- Se l’aurora è intensa, una luce lunare non eccessiva può aggiungere atmosfera allo spettacolo: la Luna illumina il paesaggio, rendendo suggestive le formazioni naturali — colline, laghi, ghiacciai — e può creare effetti visivi particolari che valorizzano l’immagine complessiva.
- Nella fotografia dell’aurora, la presenza della Luna impone qualche cautela: serve attenzione al bilanciamento del bianco, all’esposizione e alla composizione, per evitare sovraesposizioni e per valorizzare sia l’aurora sia il paesaggio illuminato dalla Luna.
- In definitiva, la Luna non è un “nemico”: se l’aurora è intensa o se si è disposti a scegliere tempi di scatto, angolazioni, composizioni adatte, la Luna può diventare una risorsa creativa, non un ostacolo.
Le date di tutti i nostri viaggi invernali in Islanda sono scelte per avere sempre le condizioni migliori.
Guida completa: Aurora boreale e Luna
Sì, esistono previsioni dell’aurora boreale che si basano su dati solari e geomagnetici, non su parametri atmosferici.
L’aurora nasce sul Sole attraverso il “vento solare”. Quando questo flusso di particelle interagisce con la nostra atmosfera, guidato dal campo magnetico terrestre, si ha quell’emissione di luce che chiamiamo aurora polare, o aurora boreale quando si manifesta nell’emisfero boreale. Le “previsioni” si basano quindi soprattutto sui dati che riguardano il Sole e ciò che accade nello spazio tra Sole e Terra: questa scienza si chiama Space Weather.
Le informazioni arrivano dai satelliti che monitorano l’attività solare e dai magnetometri a terra, che registrano in tempo reale le variazioni del campo geomagnetico.
- Modello solare WSA–Enlil
Simula il comportamento del vento solare e delle espulsioni di massa coronale (CME) dal Sole fino alla Terra. Fornisce previsioni con 1–4 giorni di anticipo, ma con un errore significativo su intensità e tempi. - Magnetometri a terra
Registrano in tempo reale le variazioni del campo geomagnetico. Sono ottimi per capire se l’aurora sta “accadendo” adesso e quanto è intensa. Non fanno una vera previsione, ma sono utili per evitare di stare al freddo inutilmente e per evitare di spostarsi alla ricerca del cielo sereno quando non ci sono possibilità che l’aurora compaia. - Modello grafico del NOAA – Space Weather Prediction Center (SWPC)
È la mappa “a semicerchio” più nota (Aurora Forecast). È più bella che utile.
Mostra infatti la probabilità che l’aurora si manifesti, non la sua intensità prevista come moltissimi credono. Si basa sui dati della sonda DSCOVR, integrati con quelli del satellite ACE. - Modelli meteorologici ad alta risoluzione
Indispensabili perché l’aurora si vede solo se il cielo è sereno. Previsioni come ECMWF, ICON-D2 e modelli locali islandesi non prevedono l’aurora, ma determinano dove conviene andare a cercarla.
Le guide esperte combinano space weather + meteo locale + esperienza sul campo, che è ancora l’approccio più affidabile per decidere dove e quando muoversi.
Se vuoi scoprire qual è il periodo migliore per il tuo viaggio in Islanda puoi leggere la nostra guida.
No. L’aurora può comparire ogni notte in cui il cielo è abbastanza buio da metà agosto ai primi giorni di aprile, ma non è garantita.
Perché sia visibile servono due condizioni essenziali: attività geomagnetica elevata e cielo sereno.
Le guide esperte valutano mappe meteorologiche dettagliate e modelli del vento solare per capire quali notti offrono la probabilità migliori, consultano i magnetometri a terra per scegliere gli orari migliori, ma la possibilità di fare previsioni accurate e attendibili è ancora lontana.
Se ti va, leggi la cronaca di quattro notti fantastiche che abbiamo vissuto in Islanda a caccia di aurora.
Dipende da cosa cerchi.
L’aurora è identica ovunque alle latitudini di Islanda, Norvegia e Finlandia, ma l’esperienza cambia radicalmente.
L’Islanda offre qualcosa che le altre destinazioni non hanno: una varietà unica di scenari che si possono ammirare di giorno, senza paragoni con Norvegia e Finlandia.
Geyser, cascate, vulcani attivi, altopiani, ghiacciai, canyon, montagne innevate, lagune glaciali, spiagge immense: l’aurora è solo una parte dell’esperienza.
Per questo l’Islanda è ideale per chi vuole un viaggio ricco, non solo “notte + aurora”.
Dai un’occhiata, se vuoi ai nostri viaggi invernali in Islanda o al nostro viaggio della seconda metà di agosto.
No. L’aurora boreale si vede quando il cielo è abbastanza buio, quindi da metà agosto ai primi giorni di aprile.
L’aurora boreale tende a comparire tra le 21 e le 3. Avere buio già nel pomeriggio — come accade da metà novembre a fine gennaio — non aumenta le probabilità di successo.
I mesi di febbraio e marzo, quando le notti hanno la “giusta” durata, ma le giornate sono luminose e permettono di godere di tutto ciò che si può fare in Islanda di giorno, sono perfetti per un viaggio gratificante.
Nella seconda metà di agosto la “notte” è breve ma sufficientemente scura da far splendere l’aurora, con il grande vantaggio del clima estivo e della possibilità di raggiungere luoghi spettacolari come gli Altopiani, accessibili in 4X4 solo in questa stagione.
Se vuoi scoprire quale sia davvero il periodo migliore per il tuo viaggio in Islanda, considerando ore di luce, meteo, luminosità della Luna e accessibilità del territorio, puoi dare un’occhiata alla nostra guida: Islanda, il periodo migliore per un viaggio indimenticabile
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Per scoprire il valore aggiunto di un viaggio in Islanda con 90° EST ecco date e sedi dei nostri prossimi incontri. L’ambiente, i percorsi, le sistemazioni, i nostri 4X4, la filosofia di viaggio e tutti i dettagli direttamente dalla voce dei nostri accompagnatori. La partecipazione è libera e gratuita. Per la gestione degli spazi è richiesta l’iscrizione.
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